masthead


La 24 Ore di Le Mans del team AvioBike si ferma a un passo dal traguardo. Dopo ventitré ore e quarantatré minuti di gara, un guasto tecnico ha costretto la squadra guidata da Giovanni Baggi a fermarsi, senza poter vedere la bandiera a scacchi.

 

Manca poco più di un quarto d'ora al traguardo - una decina di giri al massimo (dopo averne percorsi 793) - in sella alla Yamaha R1 #101 c'è Michael Mazzina, in diciottesima posizione assoluta, settima della classe Superstock , pronto a terminare la gara con un risultato di tutto rispetto, quando un problema al motore provoca una rovinosa caduta in fondo al rettilineo principale. Mazzina finisce a terra, riesce anche a ripartire e portare la moto ai box, ma con il poco tempo rimasto è impossibile intervenire.

E' l'amaro finale di una corsa fin lì perfetta, con il trio formato da Giovanni Baggi, Stefano Fugardi e Michael Mazzina capace di compiere una gara tutta in ascesa: scattati dalla 35esima posizione ottenuta in qualifica i tre rider avevano tenuto un passo solido e costante fin dalle prime ore di gara e poi per tutta la notte. Una condotta che li aveva portati a una rimonta fino alla quindicesima posizione assoluta, quinta tra gli iscritti alla categoria Stock.

In una gara così lunga e faticosa non può mancare la capacità di affrontare le avversità così poco dopo l'alba, attorno alla diciassettesima ora di gara, Baggi era stato costretto dai commissari a un pit stop forzato per sistemare la coppa dell'olio. L'episodio aveva riportato il team in lotta tra la diciassettesima e la diciottesima posizione, ma l'inconveniente era stato brillantemente superato.

Purtroppo però la sfortuna ha avuto la meglio a pochi chilometri dal traguardo con un guasto e una caduta che non hanno lasciato scampo. Resta l'amarezza per il finale, ma anche la consapevolezza di aver mostrato un'ottima prestazione nella gara motociclistica più dura e affascinante del mondo.

Giovanni Baggi, Team Principal e rider #101

"Torniamo a casa con tanto amaro in bocca. Purtroppo Le Mans non ci ha voluto premiare per tutti i sacrifici fatti. Eravamo riusciti a superare il problema alla coppa dell'olio, ma nelle gare Endurance non si può mai cantare vittoria fino alla bandiera a scacchi. Ciò che mi consola è la grande prestazione di tutti i ragazzi: piloti e tecnici. Persone appassionate, che hanno lavorato con il cuore. Mi dispiace non poter dare ai miei sponsor la soddisfazione di aver tagliato il traguardo, ma in tanti hanno visto quello che abbiamo fatto e di questo siamo orgogliosi. Torneremo a casa e dopo aver riparato tutto il materiale cominceremo a preparare la prossima trasferta in Slovacchia più determinati che mai".

 

FacebookTwitter
X

Right Click

No right click