YAMAHA TRACER 9 GT PLUS Y-AMT 2026: La nostra prova senza filtri. Prestazioni, Problemi e Opinioni - Come va davvero la YAMAHA TRACER 9 GT PLUS Y-AMT 2026? Scoprilo nel nostro test esclusivo: analizziamo prestazioni reali, velocità massima, consumi, affidabilità e cosa non ci ha convinto.

 

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YAMAHA TRACER 9 GT PLUS Y-AMT 2026: Prova, Test, Pregi, Difetti, Opinioni e Prestazioni Reali

Nel panorama delle sport tourer di media-alta cilindrata, la Yamaha Tracer 9 GT Plus Y-AMT 2026 si posiziona come il punto di riferimento tecnologico della casa di Iwata. Il modello integra il radar a onde millimetriche per il controllo della velocità adattivo e la frenata combinata, inserendosi in un segmento di mercato altamente competitivo dove si scontra con rivali dotate di architetture bicilindriche e V4. L'introduzione della trasmissione automatizzata Y-AMT sposta il target verso un'utenza che ricerca massima efficienza nel turismo a lungo raggio e rapidità di cambiata nel misto, senza il supporto della leva della frizione al manubrio.

Qualità costruttiva e finiture

L'analisi visiva e strutturale evidenzia un livello di assemblaggio in linea con gli standard del segmento. Le plastiche della carenatura anteriore mostrano accoppiamenti precisi con tolleranze ridotte sui punti di giunzione del serbatoio. I cablaggi nella zona del cannotto di sterzo e sotto la strumentazione TFT da 7 pollici sono incanalati correttamente, sebbene le guaine protettive nell'area dell'attuatore elettroattuato del cambio Y-AMT risultino a vista. La verniciatura dei cerchi SpinForged mantiene una stesura omogenea anche sui bordi di canale. Notevoli i blocchetti elettrici retroilluminati: l'ergonomia dei pulsanti dedicati al joystick e all'attuatore del cambio manuale a palette "Shift Paddle" offre un feedback tattile netto, esente da giochi meccanici evidenti.

Ergonomia e comfort di marcia

    Analisi per il pilota:

La triangolazione sella-pedane-manubrio è impostata su quote turistiche ma non rinuncia a un'impostazione caricata sull'avantreno. La sella regolabile su due altezze (845-860 mm) presenta una schiumatura ad alta densità che supporta adeguatamente le ossa ischiatiche nelle lunghe percorrenze, evitando gli sprofondamenti riscontrabili sulle versioni precedenti.

    Protezione aerodinamica e turbolenze:

Il plexiglas regolabile elettricamente su un'escursione di 50 mm devia l'aria oltre il casco dei piloti di statura fino a 185 cm. Alla massima altezza si innescano lievi turbolenze depressive dietro le spalle a velocità autostradali, che non compromettono tuttavia la stabilità direzionale.

    Gestione vibrazioni e calore percepito:

Il tricilindrico CP3 trasmette micro-vibrazioni ad alta frequenza sulle pedane intorno ai 5.500 giri/min, mentre il manubrio rimane isolato grazie ai riscontri smorzanti sui risers. L'estrazione termica dei radiatori è ben canalizzata: l'aria calda viene spinta lateralmente lontano dalle stinchi, con un accumulo percepibile solo nelle soste prolungate a semaforo.

    Comfort del passeggero:

La porzione di sella riservata al passeggero garantisce una superficie d'appoggio estesa. Le maniglie di appiglio integrate nei supporti valigie offrono una presa solida, mentre le pedane arretrate mantengono un angolo del ginocchio non sacrificato.

Ciclistica: Analisi delle sospensioni

    Comportamento di forcella ed ammortizzatore: Il sistema semi-attivo KYB Actimatic Damping System (KADS) gestisce l'idraulica in estensione e compressione tramite elettrovalvole solenoide collegate alla IMU a 6 assi. Nell'uso stradale la forcella a steli rovesciati da 41 mm evidenzia una costante risposta di sostegno nella prima fase di affondamento, eliminando il trasferimento di carico eccessivo in staccata. Il monoammortizzatore posteriore digerisce le asperità in sequenza senza innescare rimbalzi di ritorno.

    Guida al set-up ideale:

Per la guida a ritmo sostenuto con bagagli consigliamo la modalità idraulica 'Sport' con precarico molla posteriore incrementato di 3 scatti manuali tramite il registro remoto. Questo assetto alza l'anteriore di quanto basta per velocizzare l'ingresso in curva eliminando il sottosterzo in uscita.

Impianto frenante e controlli elettronici

    Frenata (potenza, spazi di arresto e problemi):

L'impianto sfrutta due dischi anteriori da 298 mm con pinze radiali Advics e una pompa radiale Brembo. La potenza frenante è immediata. L'integrazione del sistema UBS (Unified Brake System) legato al radar distribuisce la pressione tra anteriore e posteriore in caso di emergenza. Non abbiamo riscontrato fenomeni di allungamento della corsa della leva sotto stress termico prolungato.

    ABS (funzionalità, set-up e problemi):

L'ABS Cornering azionato dalla piattaforma inerziale lavora in background in modo impercettibile. Nel set-up 'Mode 2' (intervento predittivo legato all'inclinazione) la soglia di stacco sul disco posteriore è fin troppo conservativa quando si tenta di chiudere la traiettoria aiutandosi con il freno dietro.

    Controllo di trazione (Funzionalità, set-up e problemi):

Il TCS gestisce la coppia erogata agendo su tre livelli di intervento ed è integrato con il controllo dello slittamento (SCS) e dell'impennata (LIF). La modalità 'Sport' permette lievi pattinamenti della gomma posteriore da 180/55 in uscita prima di tagliare l'alimentazione con un'azione di ripristino lineare.

Motore: Prestazioni reali e velocità massima

    Velocità massima:

La velocità massima effettiva rilevata tramite strumentazione satellitare GPS è di 218 km/h, dove interviene il limitatore elettronico di velocità istituito per mantenere la stabilità in presenza di borse laterali montate.

    Accelerazione e ripresa in sesta:

Nel classico 0-100 km/h la moto chiude la prova in 3,3 secondi grazie all'efficienza di cambiata del sistema automatizzato Y-AMT in modalità D+. In ripresa da 40 km/h in sesta marcia (gestita in modalità manuale), l'unità da 890 cc esibisce una schiena costante senza esitazioni.

    Regolarità, on-off e gestione del calore:

Il ride-by-wire possiede una mappatura fluida; l'effetto on-off nella risposta del gas è del tutto azzerato selezionando la mappa Motore 2 (Drive Mode Street). Il calore sprigionato dai collettori d'scarico sotto al basamento è ben schermato.

    Guida al set-up del propulsore:

Per l'impiego misto extraurbano consigliamo la configurazione Mappatura PWR 1, TCS Level 1, KADS Sport. Questa combinazione garantisce la risposta dell'acceleratore più diretta slegata da tagli elettronici invasivi.

    Prestazioni generali:

Il propulsore eroga 119 CV a 10.000 giri/min e una coppia massima di 93 Nm a 7.000 giri/min. La curva di erogazione mostra una pienezza di coppia già dai 3.500 giri/min, garantendo la spinta necessaria per uscite di curva rapide anche con marce alte.

Cambio:Funzionalità, Problemi e affidabilità

La vera novità di questo modello è la trasmissione automatizzata Y-AMT (Yamaha Automated Manual Transmission). L'eliminazione della leva della frizione a pedale e del rinvio meccanico a pedale lascia il posto a due attuatori elettrici gestiti da una centralina dedicata. Il sistema opera in modalità automatica (D e D+) o manuale (MT), dove il pilota seleziona i rapporti tramite le palette "Shift Paddle" posizionate sul blocchetto sinistro.

Nel test a ritmo sostenuto, i passaggi di marcia in modalità MT avvengono in meno di 40 millisecondi, con un'interruzione di coppia minima che non scompone l'assetto della moto in fase di piega. In modalità D+, la centralina mantiene i rapporti più lunghi per contenere i consumi, provocando talvolta scalate anticipate e non richieste quando si apre improvvisamente il gas in uscita di curvetta lenta. Non si registrano sfrizionate anomale o surriscaldamenti degli attuatori anche dopo ripetuti cicli di partenza da fermo in pendenza.

Doti di guida: Dinamica in strada e off-road

    Comportamento in città, extraurbano e autostrada:

Nel traffico urbano l'assenza della leva della frizione riduce lo sforzo fisico; il bilanciamento dei pesi (223 kg in ordine di marcia) permette di svicolare con facilità. In autostrada, la presenza del Radar Adaptive Cruise Control (ACC) mantiene la distanza dal veicolo che precede intervenendo in autonomia su freno e motore in maniera fluida.

    Guida sui passi di montagna e in coppia:

Sul misto stretto la moto mostra una spiccata agilità nell'inserimento. Il telaio WAB (Die-Cast Aluminium) garantisce rigidezza torsionale. Nella guida con passeggero a bordo non si evidenzia un alleggerimento dell'avantreno grazie alla gestione in tempo reale del freno idraulico della forcella.

Consumi reali rilevati e autonomia

I test sui consumi sono stati effettuati su percorsi misti con strumentazione di misura quantitativa:

    Consumo medio urbano: 17,8 km/l

    Consumo extraurbano/misto: 21,5 km/l

    Consumo autostradale (a 130 km/h costanti): 18,2 km/l

    Autonomia teorica: Con un serbatoio da 19 litri, l'autonomia media prima dell'accensione della spia della riserva si attesta sui 350 km.

Dati Tecnici di Riferimento: Motore CP3 890 cc tricilindrico, potenza 119 CV (87,5 kW) a 10.000 giri/min, coppia 93 Nm a 7.000 giri/min, peso in ordine di marcia 223 kg, altezza sella 845-860 mm, capacità serbatoio 19 litri, prezzo indicativo f.c. 16.799 euro.

Pregi, difetti e giudizio finale

    Pregi:

        Velocità ed efficienza di cambiata della trasmissione Y-AMT in modalità manuale.

        Integrazione impeccabile tra il radar ACC e la frenata combinata UBS.

        Erogazione e schiena del motore CP3 sempre piena a tutti i regimi.

    Difetti:

        Modalità automatica D fin troppo conservativa nei sorpassi veloci.

        Assenza di riparo aerodinamico completo per le braccia a causa della forma dei paramani.

        Soglia di intervento dell'ABS posteriore invasiva in mappa 'Mode 2'.

    Cosa non ci ha convinto:

La risposta del pulsante di scalata sul blocchetto sinistro risulta leggermente troppo vicina al comando delle frecce, portando nei primi chilometri a qualche azionamento involontario durante la guida notturna.

Le migliori alternative sul mercato

    Ducati Multistrada V2 S: Eccelle per la raffinatezza della ciclistica e il feeling dell'anteriore, ma ha un costo di acquisto superiore e consumi leggermente più elevati.

    BMW F 900 XR: Offre un'ottima protezione aerodinamica e un pacchetto elettronico completo, ma il propulsore bicilindrico in linea non vanta l'esplosività e il carattere del tre cilindri CP3.

    Kawasaki Versys 1000 SE: Superiore per comfort sulle lunghissime distanze in autostrada grazie al 4 cilindri, paga uno scarto ponderale di oltre 30 kg nella guida nello stretto.

Consigli per l'acquisto e accessori consigliati

Raccomandiamo l'acquisto della Tracer 9 GT Plus Y-AMT a chi percorre oltre 15.000 km all'anno e desidera una moto totale per il turismo a medio e lungo raggio. Tra gli accessori originali consigliamo:

    Parabrezza maggiorato (+70 mm) per la protezione nei trasferimenti autostradali.

    Bauletto posteriore da 45 litri integrato nel sistema di chiave unica (Smart Key).

    Protezioni carter motore in alluminio spazzolato.

Manutenzione programmata e problemi noti

Considerazioni tecniche e criticità

Il piano di manutenzione ordinaria prevede intervalli fissati ogni 10.000 km o 12 mesi per il cambio olio motore e filtro. Il controllo del gioco valvole è programmato a 40.000 km.

Dal punto di vista della complessità elettronica, il sistema Y-AMT aggiunge due attuatori servocomandati e una centralina MCU dedicata: in caso di caduta da fermo sul lato sinistro, è necessario verificare l'integrità del sensore di posizione della marcia, onde evitare il blocco di sicurezza del cambio. La presenza del radar anteriore richiede attenzione durante il lavaggio ad alta pressione; l'accumulo di sporco denso o fango sulla piastra frontale può disattivare temporaneamente il sistema ACC, generando un codice errore ripristinabile semplicemente con la pulizia del sensore.

Domande frequenti (FAQ)

È possibile installare la leva del cambio a pedale tradizionale sulla versione Y-AMT?

No, il basamento motore della versione Y-AMT privo dei leveraggi di rinvio e la gestione elettronica integrata non consentono l'installazione meccanica o il retrofit del pedale del cambio tradizionale.

Cosa succede se la batteria si scarica completando un tragitto?

Gli attuatori del cambio richiedono alimentazione a 12V. Se la tensione della batteria scende sotto i 10,5 volt, la centralina blocca il cambio nell'ultima marcia inserita o in folle (N) impedendo l'avviamento di sicurezza per preservare i motorini passo-passo.

Il Radar Adaptative Cruise Control funziona anche in curva?

Sì, grazie alla connessione con la IMU a 6 assi, il sistema modula la velocità anche a moto inclinata, calcolando la traiettoria del veicolo che precede entro un angolo di piega massimo preimpostato per evitare staccate improvvise.

Per una analisi dettagliata delle prestazioni leggi: 

YAMAHA TRACER 9 GT PLUS Y-AMT 2026: Prestazioni Reali, Velocità Massima, Accelerazione e Frenata 

YAMAHA TRACER 9 GT PLUS Y-AMT 2026: La Prova del Cambio Automatico. Più Veloce o Toglie il Piacere di Guida?

 

  

 

 

 

 

 

 

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