Prova Off-Road dell'Aprilia Tuareg 660 a 10.800 euro f.c.: tra grande ciclistica, costi dei ricambi in caso di caduta, mono posteriore e il nodo dell'usato.

Nel mondo delle adventure di media cilindrata c’è una domanda che rimbalza continuamente nei forum e nei gruppi di appassionati: ha senso spendere i 12.300 euro del listino originale per una 660 cc quando la concorrenza spinge con cubature da 750 o 800 cc?
La risposta è diventata ancora più infuocata con le ultime promozioni ufficiali che mettono a segno un gancio d'impancto sul mercato: l'Aprilia Tuareg 660 scende a un prezzo d'attacco di 10.800 euro Franco Concessionario.
Se da un lato la mossa attira chi vuole portarsi a casa una bicilindrica da riferimento risparmiando una cifra importante, dall'altro ha scatenato la protesta dei già proprietari: molti utenti si lamentano che questa forte offerta svaluta pesantemente il mercato dell'usato. A questo si aggiunge un secondo dilemma non da poco per chi vuole comprare ora: conviene approfittare del taglio di prezzo o attendere il probabile debutto del nuovo modello previsto verso fine anno?
Test Off-Road e ciclistica: la fisica contro la scheda tecnica
Il primo errore che commette chi giudica la Tuareg 660 da fermo è soffermarsi sul dato della cilindrata. Con i suoi 80 CV, l'asse di Noale potrebbe sembrare in difetto di coppia rispetto ad alcune maxi-enduro. Ma la magia dell'ingegneria veneta sta altrove: nel telaio e nella distribuzione dei pesi.
Agilità disarmante:
I 204 kg in ordine di marcia col 90% di benzina sembrano sparire non appena le ruote muovono i primi metri. La facilità con cui la si inserisce in curva sul misto stretto lascia al palo moto ben più potenti ma goffe nell'interasse.
Elevata predisposizione all'off-road:
L'escursione di 240 mm garantita dalle sospensioni Kayaba completamente regolabili lavora in sinergia con i cerchi tubeless a raggi tangenziali. Su asfalto rovinato o sulle piste bianche veloci, il margine di confidenza è nettamente superiore alla media.
Attenzione, però:
non è una moto per neofiti. Sebbene l'equilibrio ciclistico infonda grande fiducia nel nostro test, la reattività del bicilindrico, l'altezza della sella (860 mm) e la gestione dei controlli elettronici sui fondi scivolosi richiedono mestiere, malizia e la giusta sensibilità di guida.
Cosa non piace a tutti: le note dolenti, i ricambi e il nodo fuoristrada
I motociclisti più smaliziati non hanno lesinato critiche su alcuni aspetti precisi della moto, confermati anche dai nostri rilevamenti sul campo:
Il vero limite in off-road:
ricambi cari e assenza di plastiche aftermarket. Per chi la moto la usa sul serio nel tassello duro, un semplice appoggio a terra o uno scivolone sui sassi rischia di trasformarsi in un vero "bagno di sangue" economico. I ricambi originali delle sovrastrutture e dei carter hanno prezzi elevati (un problema che condivide in pieno con le rivali giapponesi), ma la vera criticità è un'altra: non esistono sul mercato kit di plastiche aftermarket compatibili. Se si rompe una carena, l'unica strada è passare dal ricambio originale Aprilia a prezzo pieno.
I continui reclami sul mono posteriore:
È uno dei punti più discussi nelle community. Molti proprietari si lamentano dell'idraulica di serie al retrotreno, giudicata decisamente troppo morbida. Nell'uso spinto in fuoristrada, o semplicemente viaggiando in coppia con le valigie, il mono tende a "sedersi" e andare a pacco con facilità, rendendo quasi obbligatorio l'intervento sui registri, un cambio molla o la sostituzione con un'unità aftermarket.
Manutenzione più complessa rispetto alle giapponesi:
A differenza di rivali nipponiche note per un'impostazione spartana e facilmente gestibile nel "fai-da-te", la Tuareg vanta un'architettura più raffinata. Il pacchetto elettronico APRC, la sensoristica integrata e la disposizione dei componenti richiedono strumentazione diagnostica specifica e costi di gestione in officina generalmente più impegnativi.
Il cambio ai bassi regimi:
Se non si usa il Quickshifter opzionale e si guida con troppa dolcezza, l'innesto delle marce ai bassi regimi risulta leggermente ruvido.
La sentenza di CrazyWheels: promossa o bocciata?
L'Aprilia Tuareg 660 non è una moto per chi cerca la potenza bruta da bar. È un mezzo pensato per chi mette l'efficacia di guida, la precisione del telaio e la sicurezza dell'elettronica al primo posto.
A 10.800 euro, la Tuareg diventa un vero e proprio "best buy" per i piloti esperti, anche se la mossa commerciale scontenta chi l'ha acquistata a prezzo pieno. Se volete usarla in fuoristrada vero, la prima spesa obbligatoria sarà un set completo di barre di protezione tubolari per tutelare i costosi fianchetti originali. Se non vi spaventa mettere mano al mono posteriore, potete gestire una manutenzione rigorosa in officina e non volete rincorrere l'ultimo restyling atteso a fine anno, questa promozione rappresenta una delle migliori occasioni per portarsi a casa una ciclistica da capogiro.
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