Analisi Mercato Moto 2025: La Contrazione dei Brand Cinesi e il Caso Benelli
Il mercato due ruote 2025 chiude con un paradosso: scooter inarrestabili (+5,57%) ma crollo verticale delle moto (-19,22%). Scopri l'analisi esclusiva di AICMOTO sulla crisi della "moto vera".

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Mercato Due Ruote 2025: Addio alla Passione? Scooter Record, ma la Moto "Vera" Affonda
Il 2025 si chiude con un verdetto che scuote le fondamenta del settore motociclistico italiano: 345.287 veicoli immatricolati, con un calo complessivo del -7,52%. Ma dietro la fredda statistica si nasconde una frattura profonda che AICMOTO (Associazione Italiana Concessionari Moto) definisce una "trasformazione strutturale" senza precedenti.
Mentre le città si riempiono di scooter, le moto da sogno restano nei saloni. Siamo di fronte alla fine del motociclismo passionale in favore di una mobilità puramente funzionale?
1. I Numeri del Paradosso: Commuting vs Emozione
I dati diffusi da Confindustria ANCMA non lasciano spazio a interpretazioni superficiali. Il mercato si è spaccato esattamente in due:
Scooter: Il nuovo re della città. Con 197.043 unità e una crescita del +5,57%, lo scooter si conferma lo strumento definitivo per il commuting urbano. La scelta è pragmatica, economica, funzionale.
Moto: Il crollo della passione. Le immatricolazioni si fermano a 134.480 unità, segnando un pesantissimo -19,22%. Un dato che, secondo AICMOTO, non può essere giustificato solo dal passaggio alle normative Euro 5+.
Ciclomoti al tramonto: Con sole 13.764 unità, il settore dei "cinquantini" sprofonda del -31,93%, segnale di un cambio generazionale ormai compiuto.
2. L'Analisi AICMOTO: Oltre il dato tecnico
Pier Francesco Caliari, Direttore Generale di AICMOTO, lancia un monito chiaro: "Il mercato appare stabile solo se guardato superficialmente. In realtà, la 'moto vera' sta perdendo pezzi costantemente. Il tema è serio: da una parte c'è chi sceglie la due ruote per necessità, dall'altra chi lo faceva per passione e ora si ferma."
Il crollo di dicembre 2025 (-62,10%) è emblematico. Sebbene pesi il confronto con il boom di immatricolazioni "tecniche" di fine 2024, il trend evidenzia che la rete di vendita vive dinamiche territoriali diversificate. Lombardia e Veneto non reagiscono come Puglia o Sicilia; serve una lettura profonda che includa canali di vendita, usato e turismo per non inseguire interpretazioni parziali.
3. Verso il 2026: Serve un Tavolo di Confronto Culturale
Per rispondere a questa crisi d'identità del settore, il Presidente di AICMOTO, Attilio Pogliani, propone una soluzione di rottura per il 2026: la creazione di un tavolo di confronto allargato.
Non più solo addetti ai lavori, ma anche sociologi, opinion maker e consumatori per discutere le barriere che stanno allontanando i motociclisti:
Evoluzione culturale: Come sta cambiando il modo di vivere la moto?
Barriere economiche e assicurative: Quanto incide il costo del mantenimento?
Percezione del rischio: Nuove modalità di fruizione della strada.
4. Cosa cambia per il motociclista e per i concessionari
Il 2025 conferma che le due ruote restano centrali, ma l'equilibrio è precario. Se la componente "utilitaria" sovrasta quella "passionale", cambia l'intero ecosistema: dalle officine all'abbigliamento tecnico, fino ai raduni.
AICMOTO promette di portare la voce dei concessionari nei luoghi dove si decidono le norme, per evitare che la moto diventi solo un elettrodomestico da città e torni a essere lo strumento di libertà che abbiamo sempre conosciuto.
