Rilevamenti GPS alla mano: ecco le prestazioni reali della Yamaha Ténéré 700. Velocità massima effettiva, tempi sullo 0-100, ripresa e spazi di frenata.

I dati dichiarati dalle case costruttrici e le sensazioni percepite in sella raccontano solo una parte della storia. Per capire davvero di cosa è capace la Yamaha Ténéré 700 quando si spengono i riflettori del marketing, bisogna affidarsi ai numeri nudi e crudi registrati dalla strumentazione telemetrica e GPS.
Ecco il quadro completo dei rilievi strumentali effettivi: velocità massima reale, scatto da fermo, ripresa e spazi d'arresto.
Velocità massima reale (Rilevamento GPS)
Il tachimetro delle moto tende sempre a "mentire" per eccesso, e la Ténéré non fa eccezione. Quando il display digitale segna circa 190 km/h indicati, il riscontro della telemetria GPS fotografa la realtà dei fatti:
Velocità massima effettiva: 185,3 km/h
Scarto tachimetrico: Intorno al 4-5% alle andature più elevate.
Un valore di assoluto rispetto per una bicilindrica da off-road, che conferma l'efficacia del motore CP2 anche quando si allunga il rapporto in sesta marcia su un tratto autostradale o in pista. Resta inteso che, superati i 130-140 km/h, la protezione aerodinamica del cupolino di serie espone il casco alla pressione dell'aria, rendendo consigliabile l'uso di un plexiglass maggiorato per i lunghi trasferimenti.
Accelerazione e ripresa: i tempi cronometrati
Grazie all'ottimo grip offerto dalla ruota posteriore e a un'erogazione corposa fin dai bassi regimi, i rilevamenti dello scatto da fermo evidenziano una verve notevole:
0 - 100 km/h: 4,70 secondi
Accelerazione sui 400 metri (da fermo): 13,10 secondi netti.
Accelerazione sui 1000 metri (da fermo): 25,00 secondi, con una velocità di uscita che supera i 160 km/h.
La prova di ripresa in sesta marcia (partendo da 50 km/h) evidenzia la straordinaria elasticità del CP2:
400 metri in ripresa (da 50 km/h in sesta): 13,1 secondi
1000 metri in ripresa (da 50 km/h in sesta): 25,2 secondi
Questi dati confermano che il motore risponde all'apertura del gas senza incertezze o sussulti della trasmissione, permettendo di gestire i passaggi nel misto stretto e la guida turistica con un ridotto utilizzo del cambio.
Spazi di frenata e decelerazione
L'impianto frenante, progettato per privilegiare la modulabilità nello sterrato, restituisce spazi di arresto coerenti con la categoria e con la massa della moto (circa 198 kg in ordine di marcia):
Spazio di frenata (da 100 km/h a 0): 40,1 metri
Il riscontro cronometrico e metrico conferma la percezione di un impianto che non punta alla "staccata secca" su asfalto. La corsa iniziale della leva è volutamente progressiva: una scelta tecnica che evita il bloccaggio immediato dell'anteriore sui fondi a scarsa aderenza, ma che richiede una pressione molto decisa sulla leva quando si cerca la frenata d'emergenza o la staccata al limite su asfalto asciutto.
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